Erboristeria

Ha ancora senso parlare di erboristeria come materia medico-scientifica ai giorni nostri?

La mia risposta è assolutamente affermativa, purché questa nobile disciplina venga trattata per quello che merita, ovvero come materia di esclusiva competenza di figure altamente specializzate, separate nel contempo dalla disciplina medica ufficiale e soprattutto affrancate dalla peggior tradizione che mette sullo stesso piano fantomatiche piramidi energetiche e fiori di Bach con rimedi fitoterapici di comprovata efficacia come l’iperico per le forme depressive meno gravi o il meliloto e la centella per le insufficienze venose. Curarsi con le erbe assume una connotazione positiva solo se abbiamo la possibilità di accostarci alla fitoterapia attraverso un erborista preparato che non si presti a consigliare il rimedio che i social hanno elevato al rango di fitoterapico elettivo del momento (potrei menzionare mille esempi come l’aloe, la curcuma, lo zenzero, la lattoferrina, etc), ma quello che effettivamente è in grado di combattere quel disturbo pur non comparendo tra le parole chiave più ricercate nell’indice di google.

 

Uso razionale delle erbe in Erboristeria

Le erbe nella tradizione erboristica

Erboristeria come Materia Scientifica

Benvenuti su questo sito dedicato alla Materia Erboristica nel suo complesso e all’erboristeria, nello specifico, come realtà dei giorni nostri. Ci auspichiamo che ciascuno di voi possa dare un contributo univoco ed originale al confronto sugli argomenti proposti, tale da essere sottoposto anche ad aspre critiche, se necessario, ma di sicuro utile a stimolare una discussione profonda, destinata a far emergere pregi e difetti di questa antica disciplina, di cui le erboristerie dovrebbero raccoglierne l’eredità. Mi esprimo al condizionale perché molto spesso si tende a sacrificare la tradizione a favore di teorie astruse che sovente non mostrano alcun legame con la storia della fitoterapia e il bagaglio culturale di conoscenze che essa ha prodotto.

L’erboristeria è un’antica pratica medica che affonda le proprie radici nella notte dei tempi. Da millenni l’uomo ricorre all’utilizzo delle piante (che solo successivamente sono state considerate “officinali”) per curare i malanni di cui soffriva. Con il tempo, l’uomo ha operato una selezione, in base a criteri empirici, finalizzata a classificare le erbe secondo le loro proprietà e il loro grado di efficacia. Qualunque cultura umana possiede una conoscenza empirica sull’utilizzo di molte specie vegetali come rimedio fitoterapico. Anzi, a dire il vero, seppur presente come istintualità e non come cultura, anche negli animali, compresi i carnivori, esiste una sorta di automedicazione attraverso l’uso di erbe; i gatti ne sono un esempio concreto. Nel corso dei secoli, specie nelle culture più antiche, l’uomo ha dato origine a tutta una serie di credenze sulle piante fino a farne uno strumento magico, in parte finalizzato al controllo del potere e in parte destinato a supplire le lacune della medicina ufficiale, spesso impotente nei confronti di gran parte delle malattie. Sono nate perciò leggende molto suggestive come quella che riguarda la raccolta della mandragola, pianta ammantata di fascino e mistero il cui potere magico era praticamente incontrastabile.

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Le Origini

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