La Cellulite

E’ Possibile Combattere la Cellulite?

Cerchiamo di affrontare l’argomento Cellulite da un punto di vista scientifico, senza cadere nella banalità di trattare una vera e propria patologia come questa con la superficialità ricorrente che le mode del momento propongono. In realtà, qualunque cura anticellulite, naturale e non, per quanto potente ed efficace, non sarà mai in grado di sconfiggere completamente questo problema, ma solo di ridurne gli effetti più evidenti, nonché ritardarne la sua evoluzione. Naturalmente, noi siamo interessati, come blog di erboristeria, a parlarne in funzione della fitoterapia intesa come utilizzo delle erbe sia come trattamento interno che esterno.

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Il raggiungimento del Benessere globale attraverso la Nutrizione e l’Estetica


La Cellulite


(1° parte) Il concetto di estetica (medica), nasce in Francia anni 60 in Italia arriva verso la metà degli anni 70.

Approccio multidisciplinare, si rifà al concetto dell’OMS

“Salute non solo come assenza di malattia, ma come benessere globale psico-fisico dell’individuo”

Si intende uno stile di vita caratterizzato da un:

– Approccio dietologico,
– Cosmetologico,
– Posturale,
– Flebo-angiologico,
– Filler, peeling, botulino,
– Integrazione anti-aging, Costutizioni a pera e mela

L’Habitus, ossia la costituzione può essere classificato in:

– Androide
Uomo con grasso metà superiore del corpo (pancia ed organi).

– Ginoide
Donna, con grasso metà inferiore del corpo accentuazione bacino rispetto alle spalle.L’androide presenta alcune caratteristiche peculiari:


Fisiche


– Braccia e gambe lunghe e sottili,
– Glutei sodi,
– Ventre pronunciato,
– Alto rischio cardiovascolare e diabetico,
– Poco moto (pantofolaio)


Psichiche


– Da poco a fortemente stressato.


Alimentari


– Mangia male, disordinatamente, in fretta,
– Problemi gastrici e difficoltà digestive,
– Alimenti nemici: zuccheri, legumi secchi e bevande gasate,
– Alimenti amici: verdure cotte, carni magre, pesci, cereali integrali,
– Dovrebbe effettuare:
– Buona prima colazione,
– Pranzo e merenda leggera,
– Cena piuttosto frugale.

 

Biotipo Costituzionale Androide o Ginoide

Si valuta il rapporto tra la circonferenza ombelicale e quella a livello delle creste iliache:

>0,80 obesità centrale (androide)
<0,73 obesità periferica (ginoide) Oggi si tende a considerare i seguenti valori:

Uomo > 91 Androide
Uomo < 91 Ginoide
Donna> 81 Androide
Donna< 81 Ginoideandroidi

– Iperlipogenetici (accumulano + facilmente grasso)

Ginoidi

– Ipolipolitici (perdono difficilmente grasso)Nel soggetto Androide è stata spesso riscontrata la GIS (associazione tra grasso addome, insulino-resistenza e sindrome metabolica). Nel biotipo Ginoide, si riscontra la PID (policistosi ovarica, insulino-resistenza e distrubi metabolici). La policistosi ovarica è caratterizzata da “iperandrogenismo” androstenedione e testosterone, accompagnata da (oligomenorrea, amenorrea).

L’ovaio policistico può riscontrarsi anche in donne del tutto sane. Proprio per questo è necessario, effettuare esami specifici, Analisi Ematico-Cliniche-Ormonali DEHA (coinvolto nei processi d’invecchiamento, regolatore del metabolismo lipidico, glicidico, proteico, e regolatore glicemico)

17 B Estradiolo
Progesterone
Prolattina
Aldosterone (regolatore della concentrazione di sodio e potassio nel sangue)
Cortisolo (ormone iperglicemizzante)
FSH (funzione gonadica)
LH (funzione gonadica)
SHBG (valutazione iperandrogenismo)
Testosterone Totale e Libero (valutazione iperandrogenismo)
T3 – T4 – TSH (funzionalità tiroidea e regolatori del metabolismo)

Ossidatori Veloci (Iperossidatori)

– Sudano molto,
– Capelli grassi,
– Hanno sempre caldo,
– Tendono ad essere aggressivi,
– Metabolismo rapido,
– A causa delle reazioni rapide avremo alti livelli di cortisolo (iperglicemia, catabolismoproteico).

Tendenza all’autocannibalizzazione = distruzione delle proteine muscolari per trarre glucosio = neoglucogenesi). E’ importante quindi ridurre al minimo l’assunzione dei carboidrati(sopratutto quelli ad alto IG).
L’iperossidatore accumula grasso soprattutto a livello addominale, androide, trova beneficio riducendo i carboidrati ed aumentando invece le proteine ed in grassi.

Ossidatori Lenti o Ipossidatori

– Metabolismo rallentato.
– Si tratta di donne (ginoidi),
– Accumulo di grasso nelle regioni cellulitiche,
– Ipofunzione tiroidea,
– Cute tendenzialmente secca e rugosa,
– Soffre il freddo (mani e piedi),
– Allontana lo stress da sé,
– Apatica e introversa, timida, depressa.Il metabolismo rallentato e desiderio di carboidrati raffinati. Avversione carne rossa ed ai grassi.

Test per Ipossidatori

– Si considera una persona pacata e sempre calma ?
– La carne rossa l’appesantisce, digerisce male ?
– Preferisce affrontare i problemi uno alla volta o tutti insieme?
– Se salta un pasto avverte cali energetici ?
– Dopo un pasto di dolci si sente meglio ?
– Preferisce un pasto leggero (es. insalata)
– Preferisce un pasto pesante (carne o cibi grassi elaborati) ?
– E’ spesso assetato?
– Cibi come il burro, i formaggi le provocano apatia ?
– Deve prendere il caffè la mattina per carburare ?
– Gradisce nei cibi, spezie e condimenti (maionese, salse) ?

Nell’ ipossidatore si abbassa la percentuale dei grassi e si alza quella dei carboidrati (a basso e medio indice glicemico) e le proteine

Test per Iperossidatori

– Si considera nervoso o iperattivo ?
– Si sente meglio dopo aver mangiato carne rossa ?
– Le piace una colazione all’americana (uova, pancetta, formaggio) ?
– Sotto stress mangia “snacks” salati come noccioline o patatine?
– Formaggi, i salumi le danno senso di soddisfazione?
– Se consuma un pasto completo ogni 3-4 ore si sente meglio?
– Quando manga cibi dolci avverte subito una carica di energia e poi un calo?
– Ha un buon appetito?
– Dopo aver bevuto caffè si senti nervoso ed ansioso?
– Mettere il burro o il formaggio nel toast le dà più soddisfazione che non metterlo?

Nell’iperossidatore si abbassa la quota di carboidrati (soprattutto raffinati), aumentando proteine e lipidi

Cellulite: Inestetismo o Malattia?

I primi segni si ritrovano nel secolo XX. Il termine “cellulite”, nasce in Francia, la si considera aberrante espressione di un carattere sessuale secondario, tipico del sesso femminile. La prima pubblicazione sulla cellulite è di Alquier e Pavot, negli anni 20. Altre poche sporadiche pubblicazioni sulla cellulite tra gli anni 1930-60. Alla fine degli anni 70 si conosce quasi tutto sulla cellulite. Le cure più in auge sono i bagni di paraffina, i massaggi vigorosi effettuati per “rompere la cellulite”, le saune e le creme utilizzate per ionoforesi.

– Diete dimagranti spinte all’estremo;
– Riduzione dei liquidi;
– Estratti di tiroide (x os e mesoterapia);
– Diuretici (per os e mesoterapia).

Negli anni successivi agli anni 80’ si forma la “coscienza cellulitica” cure mediche globali intese non solo a combattere il sintomo cellulite ma soprattutto ad agire sul terreno per la pulizia dell’organismo dalle tossine.

Tessuto Adiposo e Cellulite

Nel maschi il grasso ha una ripartizione particolare (androide), rappresenta circa il 15% della massa corporea. Nelle femmine il grasso ha una disposizione di tipo ginoide, rappresenta circa il 22% della massa corporea.Gli adipociti sono distribuiti in accumuli (lobuli), delimitati da sepimenti connettivali, la cui forma è diversa a seconda del sesso (Scherwitz). Nelle donne i sepimenti interlobulari sono disposti parallelamente fra di loro e perpendicolarmente alla superfìcie cutanea, il che spiegherebbe la tendenza alla formazione di una sorta di buccia di arancia.
Nel sesso maschile, invece, i setti sono obliqui rispetto alla superficie cutanea; essi scivolano l’uno sull’altro senza stirare eccessivamente i punti di attacco cutanei, mentre lo stesso maggior spessore del derma attutisce l’effetto inestetico superficiale (no formazine buccia di arancia).

1) Adiposità Localizzata;
2) Pannicolopatia Edemato-Fibrosclerotica;
3) Pannicolopatia Edemato-Fibroplastica Mammaria.

Definizione di Cellulite

Processo, non infiammatorio, con ristagno di cataboliti, di acidi insaturi e di linfa carica di materiali di rifiuto nelle trabecole del tessuto connettivo sottocutaneo. E’ una “pannicolosi”, che ne identifica il carattere abiotrofico-regressivo.

I termini più comuni per indicare la cellulite sono:

Lipodistrofia
Liposclerosi
Panniculopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS)
Microvasculo-connettivopatia ad evoluzione sclerotica
Dermo-ipodermosi distroficaGli adipociti si modificazioni in forma e volume

• Gli adipociti si modificazioni in forma e volume Rotture rottura membrana cellulare fuoriuscita dei trigliceridi e fenomeni reattivi del tessuto interstiziale con reazione ipertrofica delle fibre reticolari.
• Eziopatogenesi multifattoriale;
• Caratteristiche istochimiche, biochimiche ed ultrastrutturali legate al distretto microcircolatorio;
• Quadro clinico eclatante di cui l’inestetismo è solo un epifenomeno;

E’ una malattia del connettivo

Per anomalie dei dispositivi endo-arteriosi di blocco, che sostituiscono (gli sfinteri pre-capillari) di altri tessuti e che, mancano nel tessuto adiposo ipodermico. Sotto stimoli congeniti ed acquisiti si verifica connettivizzazione di questi  dispositivi, con anomalie vascolari, fuoriuscita di trasudato ed edema (pastosità della cellulite).
La rottura dell’adipocita con fuoriuscita di grasso provoca una risposta difensiva, monomorfa, continua, monotona, che porta ad una iperproduzione di fibre collagene. Così si formano, dapprima micronoduli, poi i macronoduli.

Fattori Predisponenti

1) Fattori Razziali: razza bianca,
2) Eta: tutte,
3) Sesso: femminile, anche le donne magre,
4) Familiarità.
5) Alterazioni Ormonali


a) Iperestrogenismo;
b) Ipercorticosolismo;
c) Iperinsulinismo;
d) Iperprolattinemia;
e) Ipotiroidismo;
f) Assunzione di estro-progestinici,
g) Assunzione di alimenti contenenti ormoni

6) Fattori Alimentari


Disordini Nutrizionali
Alterazioni della Digestione
Disbiosi Intestinale
Intolleranze Alimentari


7) Fattori Circolatori
8) Alterazioni della Colonna e Della Postura
9) Compressioni
10) Congestione Premestruale e Gravidanza


In riferimento alla congestione pre-mestruale ed alla gravidanza è generalmente ritenuto che gli estrogeni creino un rilasciamento dei legami muscolari (ciò permette il progressivo ingrossamento dell’ utero durante la gravidanza e dell’addome) e anche un rilasciamento dei muscoli dei vasi, creando in tal modo una maggiore permeabilità dei vasi al plasma. Per cui partendo dal presupposto che il primum movents sia da collegarsi ad una alterazione vascolare, i principali “Principi Attivi” da tener presenti sono quelli che gravitano nella sfera circolatoria.


11) Alterazioni Funzioni Sessuali:
12) Alterazioni Psichiche
13) Stile Di Vita
14) Infezioni
15) Fumo: certamente provoca vasocostrizione, rallentamento del microcircolo, ipossia, a loro volta causa di fibrosclerosi.


Fattori Scatenanti

1) Sovrappeso e Obesità: provocano aumento del tessuto adiposo, con aumento di estrogeni ed insulina.
Infatti nei pz. in sovrappeso, come è stato dimostrato da Loftus e Lane nel  1997, l’ insulina e gli estrogeni agiscono a livello della C/EBM gli estrogeni agiscono a livello (proteina legata all’ accrescimento) e del PPAR gamma (recettore di attivazione della proliferazione del perossisoma), attivando la transcriptasi inversa per l’ adipogenesi, mentre il GH (Growth Hormon)fosforilando il PPAR inibisce la transcriptasi e quindi la adipogenesi. Ne consegue che diete idonee, riducendo l’ insulina e gli estrogeni determina relativo aumento del GH con effetto lipolitico2).


Diete Incongrue (fai date)

a) Dieta ipoproteica;
b) Ipovitaminica;
c) Ipocaloriche
d) Ipercalorica;
e) Povera di fibre

Assunzione di Farmaci

a) Ormoni
b) Vasodilatatori periferici;
c) Calcioantagonisti


Alterazioni Anatomiche e Funzionali: Anomalie posturali provocano un insufficiente svuotamento venoso a carico della pianta del piede.

Il baricentro del piede è normale se

a) parte ad 1/3 posteriore del retropiede
b) avanza spostandosi in direzione del V
c) passa poi sul IV
d) continua sul III
e) poi sul II
f) termina sull’alluce

Sarà invece patologico: (es. disallineamenti, piede equino)

Se è lateralizzata ( es. disallineamenti, piede torto)
Se è medializzata (es. disallineamneti, piede piatto)
Se termina sulle teste metatarsali (es. patologie avampiede )
Se andamento troppo lineare ( es. rigidità podalica muscolo-scheletrica , piede piatto)

4) Errori Alimentari e Disbiosi Intestinali:
5) Intolleranze Alimentari
6) Turbe del Ricambio: Diabete

Cattive Abitudini

a) Gambe vicino a fonti di calore;
b) Gambe flesse per diverse ore;
c) Calzature e di abbigliamento non idonei;
d) Bagni in vasca con acqua a più di 30°;
e) Esposizioni al sole a gambe scoperte.

Cellulite

E’ limitata ad alcuni corporei. Interessa solo la cute nei suoi 3 distretti. Interessa primitivamente il connettivo e poi le cellule adipose. E’ la risultante di fatti distrofici-degenerativi e sclerotici. Si ritrova nelle magre. Progressivamente evolutiva. Micro-macro noduli (avvallamenti e rilievi). Il tessuto cellulitico è ipotermico. Non risente delle cure dimagranti. Cute poco elastica. Il pizzicamento provoca dolore prolungato.

Obesità

Può interessare tutti distretti corporei. Interessa tutti i tessuti che contengono adipe. Interessa solo le cellule adipose. Fino alla pubertà e dovuta ad ipertrofia-iperplasia, poi solo ad ipertrofia. Aumenta o diminuisce in relazione ad apporti energetici. Consistenza uniforme (cute liscia e omogenea). Il grasso ha temperatura uniforme. Influenzata dalle cure dimagranti. Cute con un certo grado di elasticità. Il pizzicamento provoca meno dolore per minor tempo.

Localizzazioni

a) Glutei
b) Cosce
c) Gambe
d) Lombi
e) Regioni laterali dell’ addome

Stadiazione della Cellulite (4 Stadio)

Normalità (stadio 0)
Normali adipociti
Normali capillari
Normali spazi interadipocitari
Normali fibre collagene, elastiche e reticolari
Normale biosintesi e mobilizzazione dei grassi
Normale cute

Primo Stadio (Edema)

Ectasia capillare
Trasudazione con edema spazio interstiziale
Dissociazione adipociti


A) Stasi veno-linfatica
B) Ipossigenazione ed acidosi
C) Alterato drenaggio dei liquidi interstiziali da cui:


1) Aumento volume degli adipociti per accumulo di trigliceridi
2) Dissociazione delle fibre elastiche connettivali


Esame Obiettivo 1° Stadio

Aumento della pastosità cutanea;
Riduzione dell’elasticità;
Aumento della plicabilità;
Ipotermia distrettuale;
Pinch test negativo.


Secondo Stadio (stadio essudativo-infiltrativo)

Continuando l’ipossia e l’edema interstiziale le fibrille reticolari si dissociano (ipertrofiaiperplasia). L’epidermide che è nutrita dal derma comincia a soffrire si assottiglia diventa fragile e disidratata.

Esame Obiettivo 2° Stadio

Accentuazione di tutte le caratteristiche del 1°stadio;
Pinch test negativo.

Terzo Stadio (stadio organizzativo-fibroso)

Continuando i fenomeni di stasi:

a) Il connettivo diventa più spesso
b) La ipossigenazione più marcata
c) La acidosi è notevole per grosso accumulo di cataboliti
d) Adipociti alterati incontro a fenomeni abiotroficiregressivi

Esame Obiettivo 3° Stadio

Pelle a “buccia d’arancia”;
Fine-granulia dei piani profondi alla palpazione;
Elasticità ridotta con aree di flaccidità cutanea;
Pinch test talvolta positivo.

Quarto Stadio (stadio fibroso-cicatriziale)

Il tessuto dermo-ipodermico si addensa evolvendo in sclerosi

Esame Obiettivo 4° Stadio

Cute a “trapunta”
Pallore zonale
Flaccidità
Abnorme plicabilità
Pinch test positivo


In realtà recenti studi con risonanza magnetica, mettono in evidenza come il tessuto adiposo interessato da tale affezione subisca delle profonde modificazioni forse addirittura contemporaneamente al danno vascolare, il che suggerisce di proporre un termine forse ancora più indicato: Adipocitosi.


Sintomatologia oggettiva:

1) Palpazione di “micro” o “macronoduli;
2) Ipotermia cutanea;
3) Scarso dermografismo cutaneo;
4) Possibile presenza di teleangectasie;
5) Cute difficilmente sollevabile in pieghe nelle forme compatte facilmente spostabile nella forma molle e ai cambiamenti posturali;
6) Dolorabilità alla palpazione superficiale e profonda e talora anche allo sfioramento;
7) Possibile presenza di smagliature;


In soggetti predisposti cioè affetti da lassità ligamentosa (fibre elastiche che si spezzano facilmente) si possono avere sotto la spinta del gonfiore tissutale, a causa del processo cellulitico, smagliature.Sintomatologia soggettiva:


1) Senso di freddo alle estremità;
2) Senso di peso e fastidio locali;
3) Parastesie, iperestesie e, spesso, negli stadi più avanzati iperalgesie alle zone interessate;
4) Nervosismo;
5) Distonie neurovegetative;
6) Tendenza alla depressione;
7) Possibili turbe dell’umore.


Cellulite Dura o Compatta

1° Fase Edematosa con gonfiore specie agli arti inferiori, si manifesta all’inizio del processo cellulitico

a) Soggetti giovani;
b) Costituzione medio-robusta;
c) Muscolatura tonica;
d) Apparente buono stato di salute. Gli accumuli cellulitici
a) In prevalenza alle cosce;
b) Sono compatti e poco mobili (non si staccano dal piano sottostante);
c) Non mutano forma con i cambiamenti di posizione;
d) Non debordano coricandosi sul lettino;
e) Dolenti alla palpazione.


Cellulite molle o flaccida

2° Fase Gelatinosa alla palpazione – tessuto molle che non offre molta resistenza;

a) Più grave della precedente;
b) Frequente dopo i 40 anni;
c) Localizzata di preferenza in (regione mediale cosce e braccia parte interna);
d) A volte ampiamente diffusa;
e) Si modifica con la postura;
f) Tessuto cellulitico è ricco di acqua;
g) Noduli (pochi) si possono rilevare solo con la palpazione profonda;
h) Si associa una certa ipotonicità muscolare;
i) Presenza di teleangectasie e varicosità.


Si associa spesso all’obesità anche se può comparire nelle magre. Se compare durante la pubertà si presenta più spesso con localizzazioni diffuse.


Cellulite edematosa

3° Fase Fibrosa organizzazione nel tessuto adiposo modificato di tessuto fibroso (micronoduli)
4° Fase Scerosi masse cellulitiche sono molto indurite (macronoduli).


Si distingue dalla cellulite molle per la maggiore quota idrica, localizzata agli arti. Assenza alla pressione digitale del segno della fovea, presente invece sempre negli edemi circolatori e renali.


Dolorabilità al tatto.

Molte pazienti soffrono di ansia, turbe dell’umore, tendenza all’isolamento.


Diagnosi

Valutazione del profilo nutrizionale

a) Abitudini alimentari (questionario 24 ore Recall o Food Frequenzy)
b) Cognitivo comportamentale (questionario DSM 4, EAT 26)

Valutazione della composizione corporea

A) Impedenzometria
B) Plicometria
C) Antropometria
D) Lipometria Valutazione morfo-funzionale

a) Assetto morfologico (ecografia)
b) Assetto microcircolatorio (biomicroscopia 50 – 200X)
c) Assetto termografico (termografia a cristalli liquidi)
d) Assetto dermatologico (Biomicroscopia a sonda ottica)
e) Assetto flebologico (doppler)
f) Valutazione della postura (pedana baropodometrica)

Valutazione metabolica

a) Calorimetria

Terapia

I e II Stadio

Si utilizzando terapie che tendano a migliorare gli scambi microcircolatori e a ridurre l’edema come:


– Dietoterapia (dieta proteica);
– Elettroporazione (sostanze specifiche sostenenti il circolo);
– Correzione della Postura;
– T.I.B.R. (Terapia Idropinica a Basso Residuo).


III e IV Stadio

Il nostro intervento sarà impostato a ridurre il processo di fibrosi


– Dietoterapia (dieta proteica);
– Ultrasuoni (cavitazione);
– Elettroporazione (sostanze specifiche sostenenti il circolo);
– Correzione Della Postura;
– T.I.B.R. (Terapia Idropinica a Basso Residuo).



Prof. Maurizio Fraticelli

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